A' Zita 2009 a Casaletto Spartano

A’ ZITA A CASALETTO SPARTANO

 

CASALETTO SPARTANO. La tradizione, le atmosfere ed i riti del classico matrimonio casalettano rivivono in “A’ Zita”. Si tratta di un progetto, nato un paio di estati fa con l’obiettivo di trasmettere quel patrimonio antico di gesti, usi e feste sia promuovendone la conoscenza nelle zone limitrofe ed oltre, sia trasmettendolo alle nuove generazioni.

Per riproporre al meglio questo evento dal ricco capitale culturale, l’intera comunità di Casaletto Spartano è coinvolta nell’allestimento dell’antico sposalizio, che ha un’origine legata ad una cultura e ad una civiltà contadine.

Un rituale che parte con il fidanzamento. L’uomo si dichiarava con le cosiddette masciate. Quindi, il futuro sposo veniva presentato ai genitori di lei, e regalava alla futura sposa il cunciertu, ossia un fermacapelli con brillantini. La sposa, invece, donava fazzoletti bianchi ricamati con le iniziali del futuro sposo. Ultimo atto prima del matrimonio, i “patti” tra le due famiglie sulla data delle nozze e sulla dote della ragazza.

Alcuni giorni prima del lieto evento, la futura sposa mostrava il corredo alle donne della famiglia, alle amiche ed alla suocera. Lo stesso corredo, raccolto in cesti, veniva trasportato nella futura casa degli sposi. La preparazione del primo letto veniva affidata esclusivamente alle donne sposate.

Il giorno delle nozze lo sposo si recava a casa della sposa, dove avveniva lo scambio dell’oro tra suocera e nuora e la consegna ufficiale della mano di lei da parte del padre. Insieme si andava in chiesa dove avveniva la benedizione e lo scambio delle fedi. Alla fine della cerimonia un breve saluto d’augurio del parroco, che riceveva in dono una gallina offerta dalla mamma della sposa.

Il banchetto nuziale si svolgeva in casa di uno dei due sposi. Agli invitati venivano offerti solo prosciutto e formaggio, serviti in un unico piatto consumato da due commensali disposti l’uno di fronte l’altro. Unica bevanda, oltre all’acqua, il vino. Il taglio dei prosciutti, allora come oggi, veniva affidato alle sapienti mani dei fellatori. Prosciutto casalettano che insieme al formaggio decora “il piatto della tradizione”.Ad allietare la kermesse, che si è svolta nella centralissima piazza Municipio davanti la chiesa di San Nicola di Bari, insieme ad un corposo vino i balli ed i canti casalettani animati dall'esibizione dei parenti degli sposi.

Vito Sansone

Le immagini sono di Antonio Amato (photo art production)

 

 


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